Oggi 17 Ottobre presso il Palamilone di Crotone è stata celebrata l’ 8° Giornata della Legalità per ricordare il diciottesimo compleanno di Domenico Gabriele, noto a tutti come Dodò .
Alla realizzazione dell’ evento sono intervenuti i genitori Giovanni e Francesca Gabriele, gli studenti di tutt’ Italia , Don Luigi Ciotti , fondatore di Libera e le massime autorità istituzionali. Oggi, come il venticinque giugno di sette anni fa, è un giorno da ricordare. Dodò era un bambino che amava il calcio e le regole, è una vittima della mafia, di un regolamento di conti tra Ndrine, storia di spaccio ed estorsioni.
La Ndrangheta non ha mai risparmiato nessuno, continua a creare una linea di confine tra Vecchio-“Buono” e Nuovo-Cattivo ,in netto contrasto con la Ndrangheta del Codice d’ onore, l’Onorata società protagonista indiscussa della cronaca nera dell’ immediato dopoguerra, formata da uomini” di rispetto” che giuravano di non ammazzare ne donne ne bambini . Nel 2009 invece non è bastata la presenza di un innocente , nel pieno della sua spensieratezza , a fermare la mano di uomini incappucciati ed armati di fucili a pallettoni , che hanno infranto i sogni e le speranze del piccolo grande campione . Nel silenzio assordante di quel terribile giorno, lui abbandonava la vita terrena per raggiungere, dopo circa tre mesi di atroce agonia, gli altri angeli. Nessuno aveva visto e sentito niente, proprio come succede in tutti gli episodi dove la Mafia, la Ndrangheta, la Camorra e la Sacra Corona Unita operano indisturbati, consapevoli che l’omertà e la paura prendano il sopravvento. E’ proprio per questo motivo che sono state celebrate e si celebreranno ancora manifestazioni in suo onore. Un evento degno di nota che mi piace ricordare è quello organizzato il 26 maggio 1993 da Don Luigi Ciotti a Firenze, città simbolo del rinascimento, contenitore di opere di grande bellezza, arte, letteratura, scienze e pensiero politico. A questo significato che dobbiamo rifarci come tappa di un necessario rinascimento morale, sociale e civile. Serve l’impegno di tutti i cittadini, non basta commuoversi quando accadono fatti gravi, come quello che ormai è diventato simbolo per noi giovani ; dobbiamo essere compatti affinché l’omertà che uccide la verità e la speranza delle persone sia sopraffatta dalla ribellione, dal coraggio e dalla legalità . Oggi più che mai il grido di Don Luigi Ciotti ‘Il coraggio di avere coraggio”, diventa il nostro slogan .
ALDO AMATRUDA CLASSE V A