IL RACCONTO DI UN ALUNNO DELL’ITC LUCIFERO CHE HA FREQUENTATO L’UNICAL SENZA AVERE CONSEGUITO IL DIPLOMA
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Sono Borda Danilo e frequento l’ultimo anno dell’Istituto A. Lucifero di Crotone; oggi, vi racconto la mia esperienza presso l’Unical. Sono stato selezionato tra gli alunni delle classi quinte della mia scuola per partecipare al bando della Winter school: ho potuto partecipare al concorso perché ho riportato la media più alta tra i candidati. Quando ho saputo di aver vinto il bando di selezione ero molto felice ma, ancora, non capivo appieno l’opportunità che la scuola stava per offrirmi. Il due marzo sono partito con l’autobus verso un’avventura di formazione tutta da scoprire. Appena arrivato a Cosenza, presso il bar della mensa – luogo di appuntamento iniziale – mi sono ritrovato con altri 39 coetanei selezionati da vari istituti della Calabria. |
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Non mi sono sentito spaesato perché l’accoglienza è stata curata nel minimo dettaglio. I dottori M. Trobia e M. Garofalo ci hanno messo al corrente del programma che avremmo dovuto seguire e assegnate le chiavi dell’alloggio in cui pernottare, tutto, ovviamente in maniera gratuita. Ho iniziato quindi, da subito, a vivere la vita nel campus condividendo la mia stanza con altri due ragazzi che provenivano da Lamezia Terme. Un’esperienza di vita, questa, che mi ha permesso di riflettere sulle buone regole di educazione e di rispetto degli spazi comuni. La mattina del tre e del quattro, tutti noi ci siamo alzati per fare colazione presso il bar della mensa, luogo ormai di ritrovo collettivo. Subito dopo, con un programma personalizzato abbiamo iniziato a seguire i corsi universitari, individuati secondo le nostre preferenze. Io, ad esempio, ho scelto di seguire le lezioni delle facoltà di: Economia aziendale, Informatica, Filosofia, Economia politica, Storia dell’arte. Particolarmente avvincenti sono stati alcuni corsi organizzati per noi, vincitori della Winter school. Quello svolto nel laboratorio d’informatica è stato sicuramente il migliore: “the hour of code”, gioco di logica attraverso il quale abbiamo appreso le nozioni base del corso e dove sono riuscito a classificarmi decimo. Una volta divisi in gruppi e formate le squadre, abbiamo dovuto progettare e creare una app attraverso cui simulare la gestione dell’apertura e del bilancio di una vera impresa. In questo modo ho imparato che lavorare insieme ad un gruppo per risolvere un problema, non solo serve ad aguzzare il proprio ingegno ma, serve soprattutto, a relazionarsi con un team ed a promuovere un’idea comune; una questione di fiducia, insomma, finalizzata alla risoluzione di un caso. Finiti i corsi, si pranzava presso il centro residenziale dove pure si cenava, a conclusione di giornata. Alla fine del percorso di studi, si ritornava nella residenza Socrates, in cui eravamo ospiti, e prima di prender sonno, allegramente insieme, ci si intratteneva in giochi, esibizioni canore e conversazioni di vario genere. Il giorno conclusivo, quello del cinque mattina, ero quasi triste, consapevole di lì a poco, di dover terminare la mia avventura. Dopo aver fatto un incontro insieme ad alcuni docenti dell’Università che ci hanno illustrato l’offerta formativa, le regole dell’Ateneo, i metodi finalizzati all’iscrizione al primo anno e distribuito gli attestati di partecipazione, noi ragazzi abbiamo pranzato insieme per l’ultima volta, un po’ meno allegri, nell’imminenza dei saluti di commiato. Durante il ritorno a casa, il riflesso del mio sorriso sul finestrino dell’autobus ha accompagnato i ricordi di questa breve ma intensa esperienza formativa che ripercorrevo nella mente. Ora sono tornato più sereno di prima nella mia scuola, più sicuro sulla scelta universitaria che dovrò affrontare a breve e convinto di aver vissuto un’esperienza unica, ricca di emozioni e di 39 nuove intense amicizie da coltivare. |
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